Già dai primi mesi della vita gli esseri umani sono attratti dai suoni: li creano, li ascoltano, li ripetono, li portano nei loro giochi.

Tra i bambini e la musica esiste un legame incredibile, che ne migliora la crescita e la formazione. Questo perché per ascoltare, cantare o suonare, si devono attivare sia l’emisfero destro del cervello, che è sede delle emozioni e delle capacità sensibili, e che quindi coglie il timbro della musica e la melodia, sia quello sinistro, che controlla i processi logici, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni.

Per questo è convinzione sempre più diffusa che la musica è fondamentale nello sviluppo del cervello del bambino

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Bambini e musica, gli studi scientifici

A supporto degli effetti benefici dello studio e dell’ascolto della musica sui bambini, esistono una serie di studi scientifici che provano l’importanza dei suoni e delle note per la formazione dei bimbi.

Ad esempio uno studio pubblicato sul Journal of Educational Psychology ha dimostrato che gli studenti che si impegnano con la musica rendono meglio nelle altre materie: chi ha imparato a suonare uno strumento musicale alle scuole elementari e ha continuato a suonare alle scuole superiori non solo ha ottenuto punteggi significativamente più alti, ma si è dimostrato in anticipo rispetto ai coetanei, per quanto riguarda le abilità linguistiche, matematiche e scientifiche, indipendentemente dal background socio-economico, dall’etnia e dai voti precedenti.

Secondo un altro studio tedesco effettuato nel 2013, la musica migliora le abilità cognitive e non cognitive più del doppio rispetto ad attività sportive, teatro o danza. E, in generale, i bambini che studiano musica possiedono migliori capacità cognitive e voti scolastici migliori, sono più aperti, ambiziosi e responsabili.

Bambini e musica, i benefici neurologici che offre la musica

Ad elencare i benefici neurologici della musica sui bambini ci ha pensato il sito americano mic.com, con una lista in cui spiccano il miglioramento della capacità di lettura, del ragionamento matematico e spaziotemporale, dei voti scolastici.

Suonare uno strumento e studiare musica, inoltre, aumenta il quoziente intellettivo, aiuta a imparare più velocemente le lingue, stimola l’udito, rallenta l’invecchiamento, rafforza la corteccia motoria, aiuta a gestire l’ansia, migliora l’autostima e rende più creativi.

Un altro studio viene a supporto di questa tesi. E’ una ricerca americana che spiega come studiare musica aiuta ad allenare le funzioni del sistema nervoso, grazie all’attenzione che viene data agli stimoli acustici, ossia ai suoni. Dunque, si è più bravi a parlare e a leggere, perché questo processo aiuta a migliorare le abilità del linguaggio e quelle cognitive.

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